martedì 25 ottobre 2011

Noi gente testarda e paziente. E la Cuneo-Asti

Diciamola tutta: siamo in trepidante attesa. In verità, siamo in trepidante attesa da anni. O forse più giustamente siamo in trepidante attesa da decenni. D'altro canto, noi uomini di mondo, come Totò definiva i cuneesi, siamo gente un po' testarda e soprattutto molto, ma molto paziente. Attendiamo fiduciosi da anni, decenni ormai e noi, persone dall'animo sabaudo, sappiamo che prima o poi la nostra attesa verrà premiata, che vedremo la luce alla fine del tunnel. Luce che, a dirla proprio tutta, iniziamo finalmente a scorgere in lontananza.
Lei, la famigerata Lei, é l'autostrada che dovrebbe finalmente collegare Cuneo con Asti e così di riflesso Cuneo con il resto d'Italia. Si parla, si discute, si immagina questa tratta autostradale dagli anni 70, ma la si sta costruendo solo da una decina, quando finalmente tutti si sono messi d'accordo. E dato che noi savoiardi le cose le facciamo per bene in questi dieci anni abbiamo terminato circa una trentina di chilometri. Sui novanta previsti. In realtà così bene i lavori non sono stati fatti visto che alcuni tratti sono stati sequestrati dalle Procure per l'utilizzo di asfalto scadente e altre varie amenità del genere. Ma noi, testardi e pazienti, continuiamo ad attendere il nostro tanto agognato collegamento con il resto del mondo.
Oggi infatti, la strada per raggiungere Asti è la vecchia, cara e soprattutto trafficatissima statale che da Cuneo, raggiunge Fossano, Cervere, Roreto di Cherasco, Pollenzo, Alba e poi, se non si é ancora stati ricoverati in crisi di nervi, finalmente Asti, dove si aprono le porte del Paradiso. Ma prima di arrivare ad Asti Est, si è percorso tutto l'inferno e ogni peccato è stato espiato. Macchine, furgoni, camion, pullman ruspe, trattori con l'immancabile "tamagnun",carri bestiame, cavalli con calesse, sulla strada per Asti si può incontrare ogni sorta di mezzo di trasporto e ogni incontro si traduce immancabilmente e inevitabilmente in un rallentamento. A ciò si aggiunge l'attraversamento obbligato di qualsiasi paese, frazione, borgata con il limite di velocità che scende immancabilmente ai 50 Km/h. Quando va bene. Insomma per raggiungere Asti, in condizioni ottimali (cioè verso le 2 della mattina), si impiega minimo un'ora e un quarto. Il tempo che si impiega invece durante il giorno non lo si può scrivere per evitare a chi scrive un attacco di panico improvviso e devastante.
Ed è proprio per questo che noi, gente di Cuneo, testardi e pazienti, attendiamo ormai da decenni,con trepidante attesa, l'apertura della A33, ossia l'autostrada Cuneo-Asti.
A dire il vero da alcuni anni, per far vedere che noi piemontesi siamo gente operosa, sono stati già aperti alcuni tratti della futura autostrada: circa 30 km spezzati in diversi monconi. Nel senso che non si fanno 30 km consecutivi di autostrada. E dato che sempre noi siamo persone che hanno a cuore i soldi dei cittadini, questi pochi chilometri li facciamo pagare. Prezzo fisso, ma si paga. Mica come quei furbacchioni del Sud che la Salerno-Reggio Calabria non la pagano perché non é terminata. A pensarci bene ci arrabbiamo sempre con loro perché quell'autostrada non la finiscono mai, ma se noi per costruire 90 km ci abbiamo messo 30 anni, loro per farne 400 di chilometri avranno pure il diritto di impiegarci minimo 150 anni. O no?
Come dicevo, il nostro pezzettino (ino ino) lo facciamo pagare. E sempre per lo stesso motivo per cui ci stanno a cuore i soldi dei contribuenti lo facciamo pagare esattamente il doppio al chilometro di altri tratti della rete autostradale italiana. Per fare un esempio, il tratto che da Govone collega Isola d'Asti (quindi un moncherino della Cuneo-Asti) costa oggi ad una macchina € 2.10 che divisi per i chilometri di percorrenza, circa 19, fa circa € 0.10 al chilometro. Per percorrere invece il tratto che collega Asti Est a Fano, nelle Marche, si pagano € 28.10 che divisi per i 470 chilometri, fanno € 0.5 al chilometro. Se a questo si aggiunge che buona parte di strada da Asti verso Fano si percorre su tre o quattro corsie, mentre la nostra Cuneo-Asti sarà comunque un'autostrada a due corsie allora sono proprio stupidi quelli là che si fanno pagare così poco.... O siamo noi ad essere un po' disonesti a far pagare così cara un'autostrada che, nella sostanza, ancora non c'è.
Intanto, noi, gente testarda e paziente, continuiamo la nostra trepidante attesa nella speranza di vedere ultimata prima o poi quella che considereremo l'ottava meraviglia del mondo.Alla faccia di quelli che ci chiamano "bugia nen".

domenica 23 ottobre 2011

Spot della domenica: Lancia Thema

Questa settimana avevo deciso per lo spot della domenica di andare a dare un'occhiata a cosa succedeva in casa Citroen all'inizio degli anni '90, ma ieri sera durante un dopocena con i miei più cari amici, Gabriele e Luca, abbiamo ricordato - tra le tante - la Lancia Thema 2.0 Turbo 16V del padre di Gabriele proprio dei primi anni '90. Ed ecco che allora mi pare giusto riproporre lo spot che andava in onda nel 1991.
Lo slogan? - " Bello sceglierla. Bello restarle fedele".

ps. Proprio in questi giorni Lancia sta presentando sul mercato la nuova Thema e presto dovrebbe arrivare in tv lo spot promozionale.



sabato 15 ottobre 2011

FIAT - Fabbrica Italia(na Automobili Torino)

Per anni migliaia di famiglie italiane si sono sfamate grazie a lei. Torino é diventata grazie a lei la città del Nord con il maggior numero di abitanti provenienti dal Sud Italia e questo spiega anche il motivo per cui certi partiti politici proprio nella capitale sabauda  non riescono a prendere il sopravvento. Lo stato italiano, conscio della sua importanza a diverse riprese ha messo mano al portafoglio per superare le crisi che di volta in volta si affacciavano all' orizzonte. Tutti, quando parliamo di lei, nel bene o nel male, pensiamo a quanto la sua storia sia stata legata ad una famiglia in particolare che è stata il simbolo per eccellenza dell'alta borghesia italiana e ha dettato legge anche in fatto di costume e società. Sto parlando chiaramente della FIAT la Fabbrica Italiana Automobili Torino e della famiglia Agnelli.
In realtà in questi ultimi anni, da quando cioè ne é diventato Amministratore Delegato Sergio Marchionne, la Fiat che abbiamo sempre conosciuto sta cambiando faccia e le polemiche, le critiche e gli scontri si susseguono giorno dopo giorno. Ultima notizia in ordine di tempo é l'uscita di Fiat da Confindustria e certamente questa é una notizia eccezionale per la sua portata. Pensare infatti che la più grande azienda italiana esca dal suo ente rappresentante non é certo cosa che possa passare sotto silenzio. In più quella che noi abbiamo sempre chiamato Fiat, da un po' di tempo sta lasciando il posto alla denominazione FABBRICA ITALIA.
Per capire peró quello che sta succedendo oggi bisogna secondo me conoscere quello che é successo ieri. Solo così forse si potrà comprendere meglio ciò che potrebbe succedere domani.Ed ecco che allora voglio ripercorrere velocemente le tappe della storia che hanno visto la nascita, l'evoluzione, l'espansione, il successo, la crisi, il declino e la rinascita di questa grande azienda a cui tutti, volente o nolente (gli aiuti dello Stato sono stati dati con soldi di tutti i contribuenti) siamo indissolubilmente legati.
Tutto ebbe inizio nel 1899 quanto alcuni aristocratici, possidenti,imprenditori e professionisti torinesi decisero di ampliare l'esperienza della ditta Ceirano che si occupava di costruire automobili in maniera artigianale  portandola a livello industriale. Paradossalmente all'inizio la famiglia Agnelli non faceva parte  delle persone che diedero vita all'idea, ma subentró solo il giorno prima della firma dell'atto costitutivo  quando Michele Lanza si tiró indietro considerando l'impresa troppo rischiosa. Il progetto era supportato finanziariamente dal Banco di Sconto e Sete. La FIAT nacque così ufficialmente l'11 luglio del 1899.
Il primo modello prodotto fu la 3 1/2hp, costruita sulla base della Welleyes della Ceirano che fu nel frattempo comprata dalla Fiat. Nel 1899 ne furono prodotti 8 esemplari.
Nel 1916 iniziarono i lavori per la costruzione del grande complesso industriale del LINGOTTO a Torino che entró ufficialmente in funzione nel 1923.
Nel frattempo in quegli anni si susseguirono diversi passaggi di proprietà e cessioni azionarie finchè quasi tutte le quote furono acquisite da Giovanni Agnelli che diventó anche Senatore del Regno sotto il regime fascista.  Proprio Giovanni Agnelli restó in carica fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale quando si temette anche per il destino della Fiat proprio a causa della sua compromissione con il regime fascista.  C'é da dire in verità che la casa torinese fu una delle poche fabbriche che si salvó dalla disfatta della guerra e che anzi continuó a produrre durante tutta la durata del conflitto. Il vecchio senatore Agnelli  non aveva figli maschi a cui lasciare l'azienda in quanto suo figlio Edoardo morí durante un incidente aereo. La guida di Fiat passó dunque nelle mani dell'ingegner Valletta che fu uomo di spiccate capacità riuscendo a risollevare la Fiat dopo la guerra e rendendola protagonista negli anni del boom economico. Si occupó tra l'altro anche della formazione del giovane rampollo di casa Agnelli che avrebbe, una volta cresciuto, preso in mano la casa automobilistica torinese: quel Giovanni Agnelli che tutti noi abbiamo "conosciuto" e ricordiamo. Gianni Agnelli divenne presidente della Fiat nel 1966 e mantenne la carica fino al 1996, quando raggiunta l'età di 75 anni dovette dimettersi come stabilisce lo Statuto di Fiat. La Presidenza passo quindi all'ex amministratore delegato Cesare Romiti, poi a Paolo Fresco e quindi nel 2003 in piena crisi della Fiat ad Umberto Agnelli chei peró morì l'anno successivo. Fu quindi la volta di Luca Cordero di Montezemolo e oggi la Presidenza del Gruppo Fiat é affidata a John Elkann, nipote di Gianni Agnelli.   Dal 2004 invece, l'amministratore delegato del gruppo é l'ormai famosissimo Sergio Marchionne che sta, giusto o non giusto che sia, rivoluzionando il concetto stesso di Fiat.
Oggi Fiat Group é un colosso industriale e finanziario che vede occupate oltre 220.000 persone sparse nelle fabbriche che sono state costruite in tutto il mondo, dal Brasile alla Polonia, dalla Serbia alla Turchia... ( in totale sono 61 i paesi in cui Fiat è presente con le proprie fabbriche). In Italia gli stabilimenti Fiat sono quelli di Mirafiori a Torino ( da anni il Lingotto é stato dismesso), di Pomigliano D'Arco in Campania, di Termini Imerese in Sicilia (prossimo alla chiusura),di Menfi in Basilicata  e di Cassino nel Lazio.

2° PUNTATA

Nel 2004 Fiat era sull'orlo del fallimento (lo Stato diede vita ad un importante operazione di "rottamazione" per aiutare il gruppo torinese) e l'arrivo di Sergio Marchionne alla guida del gruppo fu vista dai più come presagio di chiusura delle attività, ma la storia recente ha insegnato che l'uomo del maglioncino aveva ben altri e più ambiziosi progetti.
Nel 2005 Fiat chiude il rapporto fllimentare con General Motors e inizia ad interessarsi all'evoluzione del caso Chrysler in America. Infatti anche il marchio americano era in  profonda crisi economica e non sembrava esserci nessuno interessato al suo salvataggio. Fiat decide quindi di acquisire inizialmente il 20% della casa d'oltreoceano e ottiene dal governo americano un prestito di decine di milioni di dollari per dare vita al rilancio.
L'operazione oggi è decisamente riuscita e Fiat, dopo aver risanato Chrysler e aver restituito il prestito è diventata proprietaria di Chrysler al 52% e a breve dovrebbe avvenire la fusione delle due case automobilistiche.
In particolare la nuova rete commerciale prevede che in Europa la rete di vendita Chrysler sia sostituita dal marchio Lancia, che venderà sul mercato europeo  modelli che rimangono Chrysler in America. L'unica eccezione è rappresentata dal Regno Unito dove il marchio Lancia ha una pessima nomea e quindi i modelli verranno venduti con lo stemma Chrysler. Il marchio Jeep verrà invece venduto in Europa mantenendo il simbolo, ma attraverso la rete distributiva  Lancia. Nei progetti le future Jeep siano costruite nello stabilimento torinese di Mirafiori. L'accordo con Chrysler prevede anche che Alfa Romeo possa tornare sul mercato americano (abbandonato negli anni '90) attraverso la rete distributiva Chrysler.
 Al momento, secondo il sottoscritto,  non si riesce ancora  capire la bontà di questo progetto messo in moto dal gruppo torinese, ma quello che è certo è che l'Amministratore Delegato di Fiat in Italia non è molto amato soprattutto dal Sindacato dei metalmeccanici a cui ha chiesto di stravolgere i contratti di lavoro esistenti da anni, mentre in America è visto quasi come un Salvatore e addirittura il Presidente Obama si è complimentato con lui  per il lavoro svolto e i risultati ottenuti.
Insomma, per finire con una frase fatta: "chi vivrà, vedrà".


Giovanni Agnelli Senior


Giovanni Agnelli


Vittorio Valletta


Sergio Marchionne


Atto Costitutivo Fiat (1899)


Evoluzione del logo Fiat


La fabbrica del Lingotto a Torino

domenica 9 ottobre 2011

Spot della domenica: Autobianchi Y10

Questa settimana per lo spot della domenica ho scelto quello indimenticabile sulla Autobianchi Y10 che aveva per protagonista Rud Gullit.
Lo Slogan? "PIACE ALLA GENTE CHE PIACE"

Pronti? Sprinter? Via!

Come detto, da due settimane a questa parte non sono più riuscito a scrivere articoli in quanto mi sono occupato di predisporre il trasloco di casa da Verbania a Cuneo. Con mia moglie ci siamo informati circa la possibilità di chiamare un traslocatore di professione, ma una volta “scoperti” i preventivi abbiamo deciso di fare tutto da noi.
Parte delle masserizie hanno viaggiato sul “Pulmino delle Suore” (Santo subito), e sulla Volvo, ma per le cose più grandi abbiamo dovuto cercare un furgone a noleggio.
Mi sono informato in giro e ho chiesto preventivi a destra e a manca, ma anche questa volta la scelta è caduta su una ditta di Cuneo, specializzata in noleggi Bus Gran Turismo  che da sempre mi ha proposto i prezzi migliori, garantendo una elevata qualità del servizio: Eurobus Cuneo.Ci tengo a precisare che la mia non vuole essere una pubblicità fine a se stessa, quanto piuttosto  credo sia giusto nominare quelle imprese che lavorano con professionalità, cortesia e affidabilità, garantendo al cliente un elevato standard qualitativo.
Con mia moglie abbiamo optato per un Mercedes Sprinter a passo lungo e tetto alto, così per essere sicuri di farci stare tutto. Quando lo abbiamo ritirato, più che un furgone sembrava un treno vista la sua lunghezza e la cosa mi ha un po’ spaventato perché già immaginavo le manovre che avrei dovuto fare per raggiungere la casa di Verbania. In realtà appena mi sono messo al volante mi sono sentito subito a mio agio. Il nuovo Mercedes Sprinter (quello che ho guidato è del 2008) è un furgone tanto immenso quanto facile da guidare. Come tutti i Mercedes lo sterzo è strepitoso (mi ricordo ancora quello del mio CLK che non ha al momento eguali) e ti permette manovre incredibili anche in spazi ristretti. Alla guida non manca proprio niente, dall’aria condizionata alle sei marce, dal cruise control (veramente fantastico in autostrada) agli specchietti elettrici. Le marce sono a dire il vero un po’ corte, ma ti permettono di viaggiare in quarta ai 40 Km/h. In più i sensori di parcheggio aiutano notevolmente nelle manovre.  
In realtà nel giro di pochi anni si sono fatti passi da gigante anche nel campo dei furgoni: ricordo ancora il Fiat Ducato di fine anni 90 che era ancora esclusivamente un mezzo di lavoro o il Ford Transit di cui tutto si poteva dire tranne che fosse comodo e facile da guidare. I furgoni di oggi sono mezzi da lavoro, ma con il confort quasi di una macchina.
Il mio Mercedes Sprinter era mosso da un motore 3.0 di cilindrata e in autostrada ha retto tranquillamente una velocità di crociera di 130 Km/h. Certamente i consumi sono quelli che sono visto che per 525 chilometri percorsi ho dovuto rifornirlo di circa 70 litri di gasolio, ma certamente la sua stazza e il carico hanno decisamente influito.


Per maggiori informazioni:

Eurobus Cuneo
http://www.eurobus-cuneo.eu/